LETTERA AD UN ADOTTANTE

LETTERA AD UN ADOTTANTE

Finalmente, finalmente lo hai scelto. E’ bastata una foto su Facebook per far scoccare la scintilla. Per tutti è così, c’è sempre quel cane che ti tocca il cuore nel profondo.
MA TI PREGO, adottante: ascolta anche i volontari (quelli preparati, eh) e gli educatori: non si supera tutto con l’amore. Oltre quello, ci vuole molto di più. E dico questo non per farti rinunciare, ma per invogliarti ad andare avanti con maggior consapevolezza.
Stai per accogliere in casa un essere senziente che, ben che vada, ha passato anni in canile, in uno stato di deprivazione che tu neanche immagini.

Ci sei mai stato? Hai mai sentito quel rumore assordante di centinaia di cani che abbaiano e ululano senza sosta? E’ tremendo per noi, figuriamoci per loro che hanno un udito ben superiore al nostro.

Hai mai sentito che odore c’è in un canile? Bè, loro sentono tutto attraverso il naso: sentono il dolore, la sofferenza, la paura, la rabbia. 365 giorni l’anno all’inferno. Costretti a condividere la cella con chi magari non sopportano, a lottare per il cibo o a nascondersi all’uomo.

Uno di loro arriverà a casa tua.

Un cucciolo? Se è entrato in gabbia con la madre e i fratellini, ed è miracolosamente sopravvissuto, oppure più grandino, sui tre, quattro mesi, forse ha avuto i l tempo di apprendere qualcosa nel nucleo familiare. Se da solo, abbandonato a un mese o due, il lavoro su di lui può essere più lungo e complesso: non conosce nulla, non sa relazionarsi correttamente con l’essere umano e probabilmente anche con i suoi simili, ha bisogno di apprendere con calma qual è il suo posto nel mondo.

Hai scelto un cane adulto o un anziano? Onore a Te…
Ma sappi che se non è mai uscito da quella gabbia devi davvero rimboccarti le maniche. Fuori dal posto dove ha vissuto per anni, tutto gli può apparire spaventoso: ha paura di te…della tv….delle auto …delle scale….dei rumori forti…forse anche dei bambini. DEVI DARGLI TEMPO.

Può provare a fuggire alla prima passeggiata…ficcarsi sotto il letto e non uscire più…o anche dormire per una settimana intera. I primi giorni studialo da lontano, non costringerlo a relazionarsi con te o ad uscire, sporcherà in casa, NON IMPORTA. Abitualo piano piano senza forzarlo. Esci nelle ore più tranquille, mattina presto o sera tardi, fagli indossare sempre la pettorina antifuga e volendo anche il doppio guinzaglio. Ti senti ridicolo? Sempre meglio che sentirsi male con un cane scappato chissà dove.

Un cane che esce dal canile PUZZA. Vorrei vedere te. Ce la fai a sopportare quell’odore un po’? Lui lo fa da una vita. Nessuna spazzolata, nessun bagnetto. Nessun veterinario, se non indispensabile. LASCIALO STARE.
Se osservi a distanza il suo comportamento puoi capire cosa gli piace e cosa no, come entrare in contatto con lui. Non avere fretta…Lui/lei deve ricominciare o cominciare a capire, ad allenare la mente, a scoprire la relazione, a fidarsi di te.

Attendi il momento giusto per adottare: non prima delle ferie, non con i lavori in casa, non se devi partire e lasciarlo ad altri. Scegli il momento giusto e il tempo necessario per stare con lui, almeno i primi giorni.

E NON MENTIRE. Non mentire a te stesso, a lui e a chi te lo ha affidato. I problemi possono arrivare, ma prima ancora deve esserci la sincerità e la disponibilità a farsi aiutare in caso di bisogno. Solo così si evitano i rientri, le improvvise allergie, i ‘troppi impegni’, il trasferimento all’estero.

L’adozione non è una crociata alla ‘io ti salverò’, no. Ci vuole impegno, pazienza, creatività, tempo: molto dipende dalle competenze del cane, ma ancora di più dipende da come ti poni tu nei suoi confronti. E non parlo d’amore, ma di rispetto e comprensione.

E’ una storia fantastica quella che stai per cominciare: ma come ogni cosa bella va conquistata con la mente e col cuore. Buona vita.

(Ninfa, in foto, questa fortuna non l’ha avuta. Entrata da cucciola, è morta anziana in canile, proprio quando aveva avuto la sua prima richiesta)

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